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Cos’è uno zombie

cos’è davvero uno zombie

Secondo le tradizioni popolari di Haiti e la religione voodoo, lo zombie, spesso italianizzato in “zombi”, è un cadavere riportato in vita ma privo di libero arbitrio e della sua identità precedente. Sarebbe quindi una sorta di robot al servizio del bokor (il sacerdote voodoo) che l’ha rianimato. Alla base della leggenda, probabilmente, ci sono persone private della propria volontà tramite delle droghe, sta di fatto che i fedeli del voodoo credono realmente agli zombi e ne hanno paura. Temono gli zombie di per sè, ma soprattutto temono di venire trasformati in uno di essi.

Nel corso della seconda metà del XX secolo i morti viventi sono diventati personaggi ricorrenti nella fiction, non solo horror, di tutto il mondo, popolando film, libri, serie tv, fumetti, cartoni animati, videogiochi e app. Lo zombie in genere, anche se esistono delle eccezioni, è lento, goffo, spesso disarticolato (dipende dal livello di decomposizione) e non molto intelligente. Di solito non è neppure consapevole di sè stesso, e agisce solo come un automa. Il suo unico obiettivo è nutrirsi di carne umana. Carne viva però, perchè gli zombi non si mangiano fra loro. Per le sue caratteristiche uno zombie di per sè non è una grande minaccia: è un pessimo combattente ed è facilissimo sfuggirgli, anche correndo senza troppa fretta. La sua forza sta nel numero, per questo nei film e nei libri i morti viventi attaccano sempre in gruppo. Gli zombie non parlano, nè sono in grado di comunicare fra loro in nessun modo e i loro attacchi sono scoordinati e privi di qualsiasi tattica. Per ucciderli in genere è necessario un colpo in testa, o un trauma tale da compromettere il cervello.

Essendo personaggi di fiction, le caratteristiche degli zombie possono variare a seconda della fantasia dell’autore o dello scrittore. In genere i non morti, in quanto tali, non hanno funzioni vitali: non hanno battito cardiaco e non hanno bisogno di respirare. In alcuni casi non hanno neppure bisogno di nutrirsi, e quello di attaccare e divorare i viventi è solo un riflesso istintivo (anche se non viene spiegato da dove arrivi l’istinto al cannibalismo), mentre in altri casi quella di nutrirsi è una vera necessità. Gli zombi che non mangiano carne umana per troppo tempo diventano più deboli e lenti, fino a rimanere a vegetare sfiniti. In ogni caso non muoiono di fame, ma rimangono rintanati in attesa che qualche sprovveduto passi loro accanto.

Anche la caccia, l’unica vera ragione di “vita” degli zombie, segue schemi diversi a seconda della volontà dell’autore (o delle necessità narrative). Di certo i non morti utilizzano i sensi come dei predatori: la vista e sopratutto l’udito, visto che fare rumori forti attira torme di zombie affamati. Anche l’olfatto è molto importante, perchè in molti casi è quello che aiuta lo zombie a distinguere un suo simile da un uomo vivo: è un luogo comune molto sfruttato che per ingannarli basti sporcarsi o cospargersi di resti di zombie.

Chi viene morso da uno zombie, o in alcuni casi semplicemente ferito o graffiato, muore in poco tempo (giorni, ore o minuti, a seconda del film che state guardando) e si trasforma a sua volta in zombie. Non è ben chiaro perchè uno zombie dovrebbe semplicemente “mordere” qualcuno e poi lasciarlo intero per inseguire qualcun altro, visto che il suo obiettivo è mangiarselo vivo, ma è una delle cose che avviene più spesso nelle fiction sui morti viventi. Il contagio è sempre rapidamente e capillarmente diffuso dai morsi, ma non si vedono mai resti di persone mangiate veramente. Comunque sia, appena il contagio si diffonde intere città si trasformano rapidamente in giganteschi cimiteri a cielo aperto, sia per il ritorno in vita dei cadaveri sepolti in precedenza, sia per la diffusione del contagio fra i vivi. Di solito rimane solo uno sparuto gruppo di sopravvissuti, che deve cercare di salvarsi la vita fuggendo dalla città o raggiungendo dei luoghi sicuri. E’ l’Apocalisse Zombie.

Secondo le diverse fiction e film sugli zombi, ci sono varie cause all’origine di una Apocalisse Zombie. Nel classico di George A. Romero “La Notte dei Morti Viventi“, il film che ha lanciato la versione moderna degli zombie nel mondo, si parla di un meteorite, quindi di un’origine aliena del contagio, anche se non si scende nei particolari delle cause e dei modi di diffusione. Nella saga di “Resident Evil“, nata come videogioco ma rapidamente esportata in film, libri e fumetti, la trasformazione in zombie è causata invece da un virus sintetizzato in un laboratorio di ricerca militare: il virus T. Nel caso dell’infezione virale (aliena o meno) è facile supporre che il morso dello zombie trasmetta l’infezione e il virus, trasformando i contagiati. Nella popolarissima serie a fumetti “The Walking Dead“, diventata anche una serie tv di grande successo, la causa non viene nè spiegata nè indagata. In altre fiction la causa può anche essere di origine soprannaturale, come una maledizione o un incantesimo, assimilando gli zombie ai mostri classici come uomini lupo o vampiri o alle mummie, altro genere di non morti per certi versi molto simile agli zombie. Non è ben chiaro, in questi casi, come e perchè i morsi trasmettano il contagio, ma questa rimane comunque una delle caratteristiche più comuni delle fiction di zombie (e una delle migliori armi in mano loro). Sempre più rari sono i richiami al voodoo, da cui gli zombie si sono ormai affrancati diventandone narrativamente indipendenti.

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